Chemioterapia per il cancro alla prostata 4

Operare con BPH

Come già riportato per la radioterapiaanche la chemioterapia danneggia sia le cellule tumorali che quelle sane ed entrambe, entro certi limiti, possono ovviare al danno subito ricorrendo a meccanismi di riparazione.

Spesso la chemioterapia viene associata ad altre forme di cura indicate per ciascun tumore : la chirurgia, la radioterapia, i farmaci a bersaglio molecolare e gli immunoterapici.

Vi sono oltre diversi tipi di cancro e più di 60 categorie di molecole chemioterapiche. La distinzione principale è quella tra farmaci citostatici, che impediscono la replicazione delle cellule, ma non distruggono quelle maligne già presenti, e citotossici, che inducono la morte cellulare. Gli effetti collaterali si possono manifestare, ad esempio, sotto forma di disturbi gastrointestinali, immunodepressione, perdita di capelli, poiché alcuni tipi di cellule sane a rapida replicazione del nostro corpo, come le cellule del sangue, quelle delle chemioterapia per il cancro alla prostata 4 che rivestono bocca, quelle del sistema digestivo e i bulbi piliferi, possono essere danneggiate più di altre dalla chemioterapia.

Proprio per raggiungere una potenza maggiore, senza aumentare frequenza e gravità degli effetti collaterali, ai chemioterapici tradizionali si associano i farmaci a bersaglio molecolare e gli immunoterapici.

Le associazioni di chemioterapici tradizionali sono indicate spesso con acronimi, che solitamente derivano dalle iniziali dei nomi dei singoli componenti. Come riportato in precedenza, la chemioterapia è efficace soprattutto nei confronti delle cellule in rapida replicazione. Tra esse non ci sono solo cellule tumorali, ma anche alcune di quelle sane, che vengono chemioterapia per il cancro alla prostata 4 dando luogo agli effetti collaterali elencati di seguito.

Essi sono generalmente transitori e controllabili. A volte, richiedono il cambiamento del tipo di chemioterapico o una riduzione di dose. Tanto maggiore è la dose di chemioterapia somministrata, tanto più alto è il numero di cellule colpite, normali o tumorali. Al contrario, una dose ridotta di chemioterapico ottiene un minore effetto terapeutico, ma il trattamento viene meglio sopportato dal malato. Nel caso dei chemioterapici, questo intervallo è ridotto e sono solitamente inevitabili effetti collaterali dovuti a danni ai tessuti sani.

Tuttavia, in molti casi, gli effetti collaterali possono essere controllati e curati, consentendo la somministrazione di dosi più elevate di chemioterapico, senza il conseguente aumento del chemioterapia per il cancro alla prostata 4 di tossicità.

La posologia scelta viene quindi adattata alle esigenze del malato, bilanciando efficacia e tossicità:. La modalità di somministrazione più diffusa è quella endovenosa che, di solito, avviene in ospedale.

In genere le sedute sono raggruppate in cicli, al termine di ciascuno dei quali il medico procede a una rivalutazione del caso e della risposta del tumore ai farmaci.

Catetere venoso. Una cannula viene posizionata nel corso di un intervento ambulatoriale e chemioterapia per il cancro alla prostata 4 lasciata in posizione fino alla fine delle cure. Per questo deve essere maneggiata solo da personale esperto e mantenuta pulita secondo le indicazioni del medico curante. La breve estremità del catetere che fuoriesce dal corpo, quando non viene utilizzata per iniettare il farmaco viene fissata e protetta con un cerotto.

Al malato è applicato un piccolo dispositivo che contiene la quantità di farmaco necessaria per più giorni. Esso è collegato a un catetere inserito in un grande vaso arterioso e immette in circolo piccolissime quantità di chemioterapico a ciclo continuo.

Quando è possibile ricorrere a questa soluzione, i vantaggi sono molti. Questo significa che, per ogni soggetto, chemioterapia per il cancro alla prostata 4 essere calcolata una dose personalizzata. Un modo alternativo per personalizzare la dose è il calcolo della dose in mg per kg di peso corporeo. La durata e la frequenza di questi intervalli dipendono principalmente dai seguenti fattori:.

Tumori che inizialmente rispondono a un certo trattamento o se ne giovano, possono ripresentarsi in seguito. Le ragioni principali sono che:. In entrambi i casi, alcune cellule tumorali sopravvivono al trattamento e dà di nuovo origine a una massa tumorale 2.

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